Sportivamente Manhattan

Nel suo ultimo edificio, il Campbell Sports Center, Steven Holl mostra ancora una volta la poetica che lo ha reso uno dei più importanti e famosi architetti al mondo. Influenzato dalla “teoria della percezione” del filosofo Maurice Merleau-Ponty, da artisti americani come Richard Serra e dalle avanguardie del primo Novecento, disegna e realizza progetti in cui cerca di unire la dimensione esperienziale e concettuale dell’architettura in un unicum non dicotomico, tenendo sempre in considerazione le esigenze funzionali e ambientali della costruzione.
Il Campbell Sports Center, realizzato con strutture prefabbricate in acciaio “per rendere omaggio” al vicino Kings Bridge (il primo ponte di New York) è il centro polisportivo della Columbia University. Qui gli studenti, in mezzo a un intreccio dinamico di scale e passerelle, possono usufruire di palestre, campi da gioco, sale ricreative o semplicemente godere della vista su New York e sui campi da gioco per guardare le partite e tifare la propria squadra.

L’edificio è organizzato su tre livelli che Steven Holl ha chiamato, usando la metafora del corpo umano, “mind”, “body” e, lo spazio interstiziale tra i due, “mind/body”. L’idea del corpo definisce lo spazio. È l’elemento concettuale ed esperienziale che struttura la spazialità dell’edificio, conferendo alla “specificità spaziale” modernista una dimensione poetica inedita.
È anche interessante notare come la struttura venga mostrata all’interno dell’edificio come metafora dello sforzo fisico, che idealmente unisce la funzione dell’edificio e la funzione propria della struttura di reggere gli sforzi e i carichi.
Il Campbell Sports Center è, quindi, una continuazione dell’idea di architettura moderna, priva di quegli elementi retorici e ideologici che ne hanno causato la fine, ma ricca di ironia e citazioni.

Campbell-Sports-Center-3

http://www.artribune.com/2013/08/sportivamente-manhattan/

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