Molteplicità e coesistenza. Steven Holl a Glasgow

Costruita tra il 1897 e il 1907, la Glasgow School of Art di Charles Rennie Mackintosh è un progetto complesso e fondamentale per la storia dell’architettura moderna, in cui forme e linguaggi diversi convivono in un dialogo tra spazi flessibili, aperture e superfici opache. Un’architettura che è una metafora perfetta della tensione tra le sicurezze del passato e l’incertezza del futuro, in grado di mischiare i linguaggi più canonici ottocenteschi con intuizioni avanguardiste.

Charles Rennie Mackintosh, North Facade of The Glasgow School of Art

Charles Rennie Mackintosh, North Facade of The Glasgow School of Art

Chi meglio di Steven Holl per realizzare l’ampliamento di quest’opera? L’architetto americano, infatti, continua a opporsi a un mondo disciplinare dove molte ideologie si nascondono dietro micro-narrazioni, elaborando una poetica che, come quella di Mackintosh, si manifesta in un costante dialogo tra diversi mondi linguistici e materiali.
Proprio in questo progetto, recentemente inaugurato, emerge una concezione quasi impressionista dell’architettura, dove il controllo della luce è l’elemento che regola tutto il progetto. Sono due i cilindri-lucernai che modellano lo spazio interno: uno illumina l’aula magna e l’altro, attraversando tutta la sezione e generando uno spazio pubblico verticale, va a illuminare la stessa aula. L’esterno è interamente rivestito da pannelli di vetro verde riciclato, bucato però da rientranze in cui sono incastonati terrazzi e vetrate inclinate per catturare la maggior quantità possibile di luce.

The Reid Building

Steven Holl, The Reid Building

È nel punto d’innesto tra l’edificio di Holl e quello di Mackintosh che si capisce il valore di questo ampliamento. La transizione tra i due edifici, gestita tramite una scomposizione quasi cubista di angoli, fa comprendere come questo complesso architettonico debba essere inteso come una molteplicità di linguaggi e forme che s’innestano una sull’altra in una pluralità di significati. Più che di dialogo tra due architetture, quindi, è più corretto parlare di duetto. Un duetto architettonico che sviluppa armonizzazioni formali sempre diverse e sorprendenti.

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